Nel frattempo le regole europee sono cambiate. La Direttiva (UE) 2026/470 prevede che, dagli esercizi aperti dal 1° gennaio 2027, l'obbligo riguardi le imprese che superano insieme due soglie: 1.000 dipendenti medi e 450 milioni di euro di ricavi netti . Prima di stabilire se un'azienda rientra o meno nell'obbligo, sarà comunque necessario controllare come la direttiva verrà recepita in Italia.
Chi è obbligato al bilancio di sostenibilità nel 2026?
Il D.Lgs. 125/2024 , modificato dopo il rinvio europeo noto come stop-the-clock , mantiene l'obbligo fino agli esercizi che terminano il 31 dicembre 2026 per:
grandi imprese che sono enti di interesse pubblico e che, alla chiusura del bilancio 2023, superavano il numero medio di 500 dipendenti;
enti di interesse pubblico società madri di un gruppo di grandi dimensioni che, su base consolidata, superavano lo stesso criterio dei 500 dipendenti.
In questa categoria rientrano, nei casi previsti dalla legge, le società italiane quotate, le banche e le imprese di assicurazione o riassicurazione. Se l'azienda fa parte di un gruppo, il controllo va fatto con particolare attenzione: una controllata può essere esonerata dal documento individuale quando le sue informazioni confluiscono nella rendicontazione consolidata della capogruppo.
Nel linguaggio comune si parla di “bilancio di sostenibilità”; la definizione usata dalla legge è rendicontazione societaria di sostenibilità . Non va neppure confuso con un semplice report: qui spieghiamo la differenza tra report e bilancio di sostenibilità .
Nuove soglie CSRD dal 2027
La Direttiva (UE) 2026/470 ha ridotto in modo netto il numero delle imprese coinvolte. Per gli esercizi che iniziano dal 1° gennaio 2027, le nuove regole europee interessano le aziende e le capogruppo che superano entrambi questi valori:
1.000 dipendenti medi durante l'esercizio;
450 milioni di euro di ricavi netti .
Superarne soltanto uno, quindi, non è sufficiente. Nel caso di un gruppo i calcoli vanno fatti sui dati consolidati. Resta un passaggio importante: la direttiva deve essere recepita dagli Stati membri, perciò la verifica definitiva andrà condotta sul testo italiano applicabile all'esercizio interessato.
Scadenze del bilancio di sostenibilità: quadro aggiornato
Esercizio Soggetti interessati Situazione
Dal 1° gennaio 2024 Prima fase CSRD: grandi enti di interesse pubblico e capogruppo EIP con oltre 500 dipendenti Obbligo in vigore
Dal 1° gennaio 2025 Altre grandi imprese inizialmente incluse nella seconda fase Rinvio di due anni con lo stop-the-clock
Dal 1° gennaio 2026 PMI quotate inizialmente incluse nella terza fase Rinvio e successiva esclusione dal nuovo perimetro UE
Dal 1° gennaio 2027 Imprese con oltre 1.000 dipendenti medi e oltre 450 milioni di euro di ricavi netti Nuovo perimetro UE , da coordinare con il recepimento italiano
Nota: l'anno indicato è quello di inizio dell'esercizio rendicontato; la pubblicazione avviene con la relazione sulla gestione relativa a quell'esercizio.
Come verificare se l'azienda è obbligata
Guardare soltanto il numero dei dipendenti può portare a una conclusione sbagliata. Per capire se l'obbligo riguarda davvero l'azienda bisogna:
individuare l'esercizio per il quale si deve rendicontare;
verificare forma societaria, eventuale qualifica di ente di interesse pubblico e quotazione;
calcolare dipendenti e ricavi secondo le regole applicabili;
controllare se l'impresa è capogruppo, controllata o parte di un gruppo extra-UE;
valutare eventuali esenzioni per le controllate e la rendicontazione consolidata;
applicare la normativa italiana vigente, comprese le modifiche di recepimento.
Che cosa contiene la rendicontazione di sostenibilità?
Le imprese obbligate devono seguire gli ESRS, European Sustainability Reporting Standards . Il documento non è una semplice raccolta di iniziative “verdi”: deve spiegare con dati verificabili che cosa fa l'impresa, quali effetti produce su persone e ambiente e in che modo i temi di sostenibilità possono incidere sui risultati aziendali.
Area Esempi di informazioni
Ambiente Clima, energia, emissioni, inquinamento, acqua, biodiversità, uso delle risorse ed economia circolare
Persone Forza lavoro, salute e sicurezza, pari opportunità, lavoratori nella catena del valore, comunità e consumatori
Governance Ruolo degli organi societari, politiche, controlli, condotta d'impresa, rischi, obiettivi e indicatori
La doppia rilevanza
Non tutti i temi hanno lo stesso peso per ogni azienda. L'analisi di doppia rilevanza, o doppia materialità, serve proprio a individuare quelli da approfondire, osservandoli da due punti di vista:
rilevanza d'impatto: effetti positivi o negativi dell'impresa su persone e ambiente;
rilevanza finanziaria: rischi e opportunità di sostenibilità che possono influire sull'impresa.
Come si redige e chi deve verificare il documento?
Per le aziende obbligate, la rendicontazione trova posto in un'apposita sezione della relazione sulla gestione . Prima di arrivare al documento finale è necessario:
definizione del perimetro societario e della catena del valore;
analisi di doppia rilevanza e coinvolgimento degli stakeholder;
raccolta, controllo e tracciabilità dei dati ESG;
redazione secondo gli ESRS e predisposizione nel formato elettronico richiesto;
approvazione, attestazione di conformità e pubblicazione con la documentazione di bilancio.
Il documento deve poi ottenere l'attestazione di un revisore della sostenibilità abilitato , inizialmente con un livello di sicurezza limitata. Coinvolgerlo quando si organizza la raccolta dei dati aiuta a evitare correzioni e integrazioni a lavoro quasi concluso.
Bilancio di sostenibilità volontario per le PMI
Anche senza un obbligo di legge, una PMI può trovarsi a compilare questionari ESG per clienti, banche, investitori o capofiliera. Lo standard VSME , raccomandato dalla Commissione europea, permette di raccogliere queste informazioni in un formato pensato per le imprese di dimensioni minori.
La scelta dipende soprattutto da chi leggerà il documento. Il VSME risponde bene alle richieste informative rivolte alle PMI europee; gli standard GRI possono essere più adatti se l'azienda si rivolge a interlocutori internazionali. Qualunque sia il modello scelto, i dati devono poter essere controllati e le dichiarazioni ambientali devono essere concrete e dimostrabili.
Consulenza per il bilancio di sostenibilità
Area ISO aiuta l'impresa a capire, prima di tutto, quale tipo di rendicontazione le serve. Il lavoro può comprendere la verifica dell'obbligo, l'analisi di doppia rilevanza, l'organizzazione dei dati ESG e la redazione finale. L'intervento del consulente per il bilancio di sostenibilità viene definito in base alla struttura aziendale, allo standard da applicare e al materiale già disponibile.
verifica preliminare dell'obbligo e del perimetro;
gap analysis rispetto a ESRS o VSME;
mappatura di stakeholder, impatti, rischi e opportunità;
impostazione degli indicatori e del processo di raccolta dati;
redazione e supporto al confronto con il revisore.
Contattaci Richiedi una valutazione
Domande frequenti sul bilancio di sostenibilità obbligatorio
Il bilancio di sostenibilità è obbligatorio? Sì, ma non per tutte le aziende. L'obbligo riguarda solo le imprese che rientrano nei requisiti fissati dalla legge. Le altre possono scegliere di redigerlo, spesso perché lo chiedono una banca, un cliente importante o la capofiliera.
Quali aziende sono obbligate nel 2026? Nel 2026 restano coinvolte le grandi imprese di interesse pubblico e le capogruppo di interesse pubblico con più di 500 dipendenti medi, già comprese nella prima fase della CSRD. Per le altre grandi imprese e per le PMI quotate l'entrata in vigore è stata rinviata.
Quali saranno le nuove soglie CSRD dal 2027? La Direttiva (UE) 2026/470 prevede due soglie da superare insieme: più di 1.000 dipendenti medi e oltre 450 milioni di euro di ricavi netti. Per le capogruppo il calcolo si fa su base consolidata. Prima di applicare queste regole al singolo caso bisognerà verificare il recepimento italiano.
Il bilancio di sostenibilità è obbligatorio per le PMI? In genere no. Le PMI possono però ricevere richieste di dati ESG da banche, clienti e capofiliera. In questi casi lo standard volontario VSME consente di organizzare le informazioni senza adottare un sistema pensato per le grandi imprese.
Che differenza c'è tra bilancio di sostenibilità e bilancio sociale? Il bilancio di sostenibilità affronta insieme gli aspetti ambientali, sociali e di governo dell'impresa. Il bilancio sociale si concentra soprattutto sulle persone, sulle attività svolte e sul rapporto con gli stakeholder. Sono documenti diversi e anche gli eventuali obblighi non coincidono.
Che cosa deve contenere la rendicontazione di sostenibilità? Deve descrivere la strategia dell'impresa, il ruolo degli organi societari, le politiche adottate, gli obiettivi, gli impatti, i rischi e i risultati misurati. Per le imprese obbligate sono gli ESRS e l'analisi di doppia rilevanza a stabilire quali informazioni inserire.
Che cosa sono CSRD, ESRS e doppia rilevanza? La CSRD è la direttiva europea che regola la rendicontazione di sostenibilità. Gli ESRS sono i principi da seguire per prepararla. La doppia rilevanza considera sia gli effetti dei temi ESG sull'impresa, sia gli impatti dell'impresa sulle persone e sull'ambiente.
La rendicontazione di sostenibilità deve essere verificata? Sì. Quando la rendicontazione è obbligatoria, un revisore della sostenibilità abilitato deve rilasciare un'attestazione di conformità, inizialmente con un livello di sicurezza limitata. Il documento viene inserito nella relazione sulla gestione.
Sono previste sanzioni se la rendicontazione manca o non è corretta? Sì. Il D.Lgs. 125/2024 attribuisce precise responsabilità agli amministratori e prevede controlli e sanzioni amministrative. Poiché conseguenze e importi dipendono dalla violazione e dal soggetto coinvolto, la valutazione va fatta sulla situazione concreta e sulle regole in vigore in quel momento.
Quanto costa e quanto tempo richiede un bilancio di sostenibilità? Dipende soprattutto dalla complessità dell'azienda e da come sono organizzati i dati. Contano il numero di società e sedi, lo standard scelto, il lavoro necessario per la doppia rilevanza e l'eventuale attestazione. Prima di stimare tempi e costi è quindi utile esaminare il materiale già disponibile.
Fonti ufficiali
Contenuto aggiornato al 29 settembre 2026. Le norme europee in attesa di recepimento e le caratteristiche del gruppo possono modificare l'esito della verifica.